Florida, Stati Uniti. Stesso paese, stessa costa, un anno dopo. PestWorld 2018.

Sembra ieri quando percorrevamo le strade della marina di Baltimora per raggiungere il moderno centro congressi che ospitava PestWorld 2017.

Dopo le luci e ombre della passata edizione, quest’anno ci siamo imbarcati con numerose aspettative per la Florida precisamente per Orlando. Città che ogni anno accoglie centinaia di milioni di persone, è dimora del parco di divertimenti più conosciuto al mondo: Walt Disney World.

Come quattro anni fa, questo luogo speciale ha aperto le porte a PestWorld e a quel mondo della disinfestazione che riconosce in questo evento, la tappa annuale fondamentale per rimanere al passo con il progresso all’interno di un mercato, quello della disinfestazione, sempre più mutevole e incerto.

Gli oltre 4.000 professionisti del settore provenienti da circa 80 paesi si sono dati appuntamento al Walt Disney World Dolphin Resort, precisamente tra le sale del centro congressi di questo maestoso hotel.

A dare inizio ufficialmente all’evento è stata l’associazione nazionale della disinfestazione americana NPMA (National Pest Management Association), da sempre organizzatrice di questo congresso. Con la loro apertura ha poi preso la parola Ildem Bozkurt, responsabile negli Stati Uniti del Professional Pest Management di Bayer.

Bozkurt ha colto così l’occasione per riflettere sull’immagine più significativa della città ospitante di quest’anno: Walt Disney.

Bozkurt evidenzia come il successo duraturo di una azienda come Disney sia dovuto dalla continua evoluzione e trasformazione dell’azienda stessa, andando a braccetto con i continui progressi tecnologici.

Dopo le osservazioni di apertura, Bozkurt ha presentato uno spettacolo di un gruppo di ballerini di break dance che con la loro performance hanno chiuso la cerimonia di apertura.

Il congresso, come in passato, si è sviluppato su due fronti: metà della giornata all’interno della sala espositiva e l’altra metà arricchita dalle diverse sessioni educative.

Quest’anno circa 200 aziende hanno allestito i propri stand in due grandi saloni, accogliendo e mostrando ai partecipanti prodotti nuovi e non.

A parer nostro, l’esposizione di quest’anno non eccelleva di particolari novità rispetto alla scorsa edizione. Quello che possiamo dire è che ci si sta sicuramente dirigendo verso uno sviluppo tecnologico: dalle trappole che contano il numero di mosche che vengono attirate in esse, a quelle che con una semplice fotografia riconosco le diverse specie di parassiti delle derrate,  per non parlare di moltissimi stand che presentavano diversissime applicazioni, per smartphone e computer, in grado di accompagnare il disinfestatore in tutte le fasi di un lavoro.

La tendenza, insomma, è puntare su prodotti sempre più alla avanguardia e al contempo sempre più costosi, forse trascurando un po’ troppo lo sviluppo di quegli strumenti che il disinfestatore è abituato ad usare quotidianamente.

Abbandonati i corridoi trafficati della fiera, ci si dirigeva puntualmente verso le aule che ospitavano le sessioni educative. Le centinaia di sessioni andavano a toccare argomenti tecnici, commerciali e gestionali. Puntualmente, come ogni anno, abbiamo trovato interessanti alcuni interventi e altri meno. Alcuni di essi rispecchiano un mondo o un metodo di lavorare troppo distante dal nostro italiano, sia per normative europee e nazionali nettamente diverse, sia perché le nostre dimensioni aziendali, molto spesso, non si possono paragonare con quelle oltre oceano.

Conclusa la settimana sotto il caldo ottobre della Florida, ritorniamo a casa con l’auspicio che San Diego, l’anno prossimo, ci possa sorprendere con interessanti contenuti.