Pulizia

Le infestazioni di scarafaggi sono più estese e difficili da controllare dove la pulizia è scadente.

Limitare il cibo e i nascondigli può essere un valido aiuto nel controllo degli scarafaggi, mentre una buona pulizia in prossimità delle esche generalmente aumenta il controllo riducendo le sorgenti competitive di cibo e acqua e aumentando la possibilità di contatto con l’esca.

Le popolazioni possono essere ridotte o eliminate rimuovendo il disordine o i mobili pesantemente infestati.  Siccome le modifiche ambientali sembrano interferire con le abitudini radicate, le pulizie possono essere utili per combattere la diffidenza all’esca.

Posizionamento dell’esca

L’efficacia di un’esca insetticida dipende dal numero di individui che se ne cibano.

Per questo è importante usare esche appetibili e che mantengano la loro appetibilità per un esteso periodo di tempo.

Anche in presenza di un’esca, il raggio limitato di foraggiamento degli scarafaggi può ridurre l’efficacia in caso di posizionamento sbagliato. Per essere efficaci, le esche devono essere messe il più vicino possibile ai rifugi degli scarafaggi in un’area infestata.

Come per le trappole collanti, le esche devono essere piazzate in modo da essere intercettate dalle blatte in cerca di cibo. I punti esca posizionati nei luoghi bui,caldi e umidi che le blatte prediligono, hanno più probabilità di essere efficaci.

Controllo a cascata

Per un controllo ottimale e più duraturo, gli insetticidi devono poter arrivare in quantità sufficiente anche alle femmine e le ninfe che rimangono all’interno dei nidi.

Questo è reso possibile dalle esche perché le femmine e le ninfe si cibano degli individui avvelenati che tornano per morire nel nido o delle loro feci, in quanto hanno un limitato accesso ad altre fonti di cibo.

Quanto sarà efficace questo “effetto a cascata” nel controllare le popolazioni che non foraggiano, dipenderà naturalmente dalla potenza dell’insetticida.

Anche con un potente insetticida disponibile, fipronil, molte infestazioni saranno difficilmente eliminate in una sola settimana, soprattutto se si tratta di Blatta orientalis invece che di Blattella germanica. Il controllo è inoltre difficoltoso se l’infestazione è alta o se sono presenti fonti alternative di cibo.

Trattamento di crepe e fessure

Anche il miglior programma basato sull’impiego di esche richiede di  essere supportato da un trattamento complementare di crepe e fessure.

In particolare, l’utilizzo di esche meno potenti tende a essere limitante in termini di minore “effetto a cascata“ cosi come da ogni ostacolo al loro consumo.

Allo stesso modo, un controllo completo può essere raggiunto quando le uova si sono schiuse e le ninfe sono maturate e hanno assunto sufficiente insetticida cibandosi degli individui avvelenati o delle loro feci.

Queste difficoltà possono essere superate attraverso il trattamento mirato dei siti chiave di nidificazione con un insetticida liquido residuale.

Fendona® potrebbe essere la prima scelta per un trattamento di crepe e fessure contro le blatte, sia per aumentare la velocità del controllo a fianco dell’applicazione mirata di esche o come misura principale nelle aree dove l’adescamento è probabilmente meno efficace.

Mythic® SC è un insetticida di contatto, non repellente, valida alternativa al Fendona® per i trattamenti di crepe e fessure e particolarmente adatto anche alle popolazioni di scarafaggi più impegnativi e alle condizioni più esigenti (come quando si sospetta la presenza di popolazioni resistenti).

L’impiego di un differente principio attivo è importante nel limitare l’impatto o lo sviluppo di resistenza o avversione all’esca.

Controllo conveniente

Il modo di offrire un controllo economicamente conveniente è minimizzare i tempi di trattamento, ottimizzando l’azione.

Per molti operatori non esperti, assicurare il corretto e più efficace posizionamento dell’esca può richiedere tempi piuttosto lunghi.

Le moderne linee guida sulle raccomandazioni del numero standard di punti esca da usare invece del tradizionale approccio basato sul numero di punti per metro quadrato di area infestata, può fare molto per accelerare l’applicazione del prodotto.

Ottenere il massimo dai prodotti

Per prevenire costose richiamate e massimizzare sia la soddisfazione del cliente sia la redditività del servizio, i prodotti per il controllo delle blatte devono essere impiegati con una valutazione delle loro particolari forze, limitazioni e prerogative, così come l’etologia delle blatte.

Trattamento integrato

Le esche sono diventate il trattamento per eccellenza nella maggioranza dei programmi di controllo per la loro convenienza, la relativa assenza di preparazione e il minimo disturbo per il cliente – così come per questioni di odore ed esposizione.

Il trattamento con un’esca ben formulata come Goliath® Gel è utile per la maggior parte dei lavori di controllo di blatte in appartamenti, così come nelle cucine commerciali e nei ristoranti.

Comunque, dove le aree sono ampie e  con estesi vuoti – come alcuni locali di preparazione degli alimenti e molte industrie e magazzini – un trattamento in crepe e fessure con un insetticida residuale come Fendona® 60 SC o Mythic® 10 SC può essere utile sia assieme all’impiego di esca, sia come alternativa a questa.

Allo stesso modo, quando è richiesto un controllo rapido e totale – come è di solito nei ristoranti e nei negozi di alimentari – il trattamento mirato in crepe e fessure può essere di grande ausilio alle esche per colpire gli adulti e le ninfe che non foraggiano.

In queste circostanze, non è sorprendente che il trattamento residuale di crepe e fessure rimanga un elemento importante nei moderni piani di controllo delle blatte, accanto alle esche con sufficiente potere “a cascata”.

Per minimizzare la possibilità dell’insorgenza di resistenza o di avversione per l’esca, non è consigliabile utilizzare per periodi prolungati nello stesso luogo un singolo principio attivo o la stessa formulazione di esca come unico mezzo di controllo.

Supportare l’esca con un trattamento in crepe e fessure può evitare queste situazioni senza la complicazione di dover alternare tipi di esche.

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RINNOVO DEI RODENTICIDI: PREAMBOLO NORMATIVO

Il Comitato per i prodotti Biocidi (BPC) ha espresso opinione favorevole al rinnovo dell’approvazione delle otto sostanze anticoagulanti utilizzate nei prodotti rodenticidi (PT14). Componente chiave nel processo di rinnovo sono state le valutazioni presenti nel report pubblicato sulle Misure di Mitigazione del Rischio (RMM report).

I rinnovi di tali registrazioni, come previsti dal Regolamento Biocidi, sono finalmente arrivati e hanno portato con sé differenti condizioni di utilizzo del prodotto in relazione alla categoria di utilizzatore target.

Le categorie di utilizzatori sopra citate sono state definite ufficialmente dalla Commissione Europea con il documento CA-May16-Doc.5.4.a.-Final come segue:

General Public (“amatoriale”, “non-professionale”): parte della popolazione o cittadini che effettuano un uso di rodenticidi sporadico e privato. Una caratteristica comune al General Public è che tale categoria non ha ricevuto alcuna formazione sull’utilizzo dei rodenticidi che

acquistano e utilizzano. Di conseguenza, l’unico accesso alle informazioni di come utilizzare correttamente i rodenticidi acquistati e il rischio relativo è quello legato al prodotto (ad esempio, su etichetta o depliant).

Professional (“professionale”): nell’ottica di utilizzo dei rodenticidi anticoagulanti, è colui che utilizza i rodenticidi nel corso della propria attività professionale, inclusi operatori, tecnici, dipendenti e lavoratori autonomi in settori differenti. Questo include un’ampia gamma di

lavoratori come agricoltore, negoziante, addetto alle pulizie, coloro coinvolti nella preparazione, confezionamento, stoccaggio, distribuzione e vendita di alimenti, e molti altri tipi di lavoratori.

A differenza del General Public, si suppone che gli utilizzatori professionali utilizzino i rodenticidi con maggior regolarità; di conseguenza, utilizzando i rodenticidi all’interno delle loro attività lavorative, sono maggiormente consapevoli dei rischi associati agli anticoagulanti e capaci di

implementare le misure di mitigazione del rischio incluse nell’autorizzazione del prodotto.

Gli utilizzatori professionali possono essere soggetti a qualche tipo di formazione sull’uso dei rodenticidi, se richiesta da specifiche legislazioni di settore.

Trained Professional (“professionista formato”): questa categoria di utilizzatori include gli utilizzatori professionali per i quali sono richieste competenze specifiche per l’utilizzo dei rodenticidi. Questo gruppo di utilizzatori professionali usa una maggior quantità di rodenticidi

perché conducono applicazioni come parte della loro attività giornaliera. Un esempio di questa categoria sono coloro che effettuano un servizio professionale di disinfestazione (i c.d. disinfestatori- Pest Control Operator).

A differenza dell’utilizzatore Professionale, il Professionista Formato deve aver seguito corsi di formazione specifici o processi di certificazione relativi ai rodenticidi o altri prodotti biocidi che utilizzano comunemente. Come risultato, si presuppone che essi siano in possesso della

conoscenza, abilità e competenze necessarie per valutare il rischio associato all’utilizzo dei rodenticidi per se stessi e per le specie non target. Si presuppone che tali competenze permettano anche l’implementazione dell’ Integrated Pest Management prima di decidere che l’utilizzo di un rodenticida sia necessario per il controllo dell’infestazione.

Le competenze e abilità sopra descritte sono ben descritte nello Standard Europeo per il servizio di disinfestazione (EN 16636).

RINNOVO DEI RODENTICIDI: AZIONI E TEMPISTICHE

I regolamenti di rinnovo definiscono le taglie massime e minime per ciascuna categoria di utilizzatori, nonché per le diverse formulazioni, come segue:

GENERAL PUBLIC:

– Taglie massime previste per GRANI/PELLET/PASTA: 150g

– Taglie massime previste per BLOCCO PARAFFINATO: 300g

PROFESSIONAL E TRAINED PROFESSIONAL:

– Taglia minima prevista per tutti e quattro i formulati: 1,5 kg

In questo caso, il periodo di smaltimento è previsto ed è pari a 6 mesi dalla data di ottenimento del Decreto di rinnovo per la vendita dello stock presente a magazzino dell’intera catena distributiva, purché classificato secondo IX ATP del CLP dopo il 1° Marzo 2018.

Qui troverete le nuove Schede:

Nome commercialePrincipio attivoScheda di SicurezzaEtichetta
BROCUM PARAFFINATO Brodifacoum 0,005% + Denatonio benzoatoSDSEtichetta disponibile nell’Area Clienti
BROCUM PELLET Brodifacoum 0,005% + Denatonio benzoatoSDSEtichetta disponibile nell’Area Clienti
BRODIM PASTA Brodifacoum 0,005% + Denatonio benzoatoSDSEtichetta disponibile nell’Area Clienti
COLBROM PASTA Bromadiolone 0,005% + Denatonio benzoatoSDSEtichetta disponibile nell’Area Clienti
DERATION PARAFFINATO Bromadiolone 0,005% + Denatonio benzoatoSDSEtichetta disponibile nell’Area Clienti
DERATION PELLET Bromadiolone 0,005% + Denatonio benzoatoSDSEtichetta disponibile nell’Area Clienti
RATKILL BLOX Difenacoum 0,005% + Denatonio benzoatoSDSEtichetta disponibile nell’Area Clienti

Le etichette sono disponibili nell’Area Clienti all’interno di ogni articolo.

ATTENZIONE: le produzioni con nuove etichette verranno pianificate man mano che verranno esaurite le scorte attuali.

Il terzo vertice mondiale dei servizi di gestione dei parassiti per la salute pubblica e la sicurezza alimentare, presentato dall’NPMA e dalla Confederazione delle Associazioni Europee della Disinfestazione (CEPA), si è tenuto dal 4 al 6 giugno 2018 presso l’Hotel Cascais Miragem in Portogallo.

Il 4 giugno 2018 l’hotel Miragem di Cascais ha aperto le porte alla terza edizione del Global Summit sul Pest Management. In questo piccolo paesino turistico sulle coste portoghesi, a pochi chilometri da Lisbona, l’importantissima conferenza ha ospitato associazioni, organizzazioni e operatori del mondo del Pest Control con la voglia di dar seguito al successo ottenuto con la precedente edizione avvenuta a New York.

Come lo scorso anno, NPMA si è fatta carico dell’organizzazione dell’evento e, con l’aiuto di CEPA, ha voluto portare l’attenzione di tutti ancora un volta sui problemi del nostro settore e su come affrontare le sfide future in vista dei continui cambiamenti del nostro mercato.

A riempire la sala della conferenza, oltre Colkim, ci hanno pensato numerosi esponenti delle principali aziende e associazioni europee di Pest Control, nonché diversi colleghi italiani, dando comunque spazio a ospiti da tutto il mondo di presenziare e dare un loro contributo.

Dopo i saluti e le osservazioni iniziali, la conferenza è entrata subito nel vivo focalizzandosi sull’importanza del lavoro degli operatori del Pest Control, settore in evoluzione connesso fortemente al mondo delle industrie alimentari. Queste ultime richiedono standard di qualità sempre più alti sul proprio prodotto e sui servizi ad esso legati.

Riguardo a questo argomento è stato particolarmente interessante l’intervento di Justyna Kostarczyk, auditor per Metro, la grande catena alimentare tedesca.

Metro lavora attraverso standard globali che poi adatta alle richieste dei diversi paesi, fino a raggiungere livelli adeguati per controllare, in modo efficiente, ogni punto vendita (Diapositiva 1).

Rilevante anche il lavoro di Ferenc Varga, responsabile della qualità di Nestlé. Varga con il suo intervento ha evidenziato come sia essenziale una collaborazione continua e aperta tra l’operatore di Pest Control e l’industria che ne richiede il servizio. Molto spesso, afferma, gli interventi di disinfestazione vengono eseguiti per risolvere un problema già sviluppato; in questo modo non si raggiungeranno mai gli obbiettivi qualitativi prefissati. Serve un approccio preventivo al problema e al contempo più flessibile in modo da eradicare le diverse tipologie di infestazioni. Purtroppo, in un mercato “decimato” dalla Biocidi, un’efficiente diversificazione viene sempre più a mancare!

Infine, è evidente che multinazionali come Metro e Nestlé vogliono evidenziare come sia essenziale per loro ricercare partner altamente qualificati; per questo motivo incoraggiano aziende e operatori del Pest Control a mantenere una continua formazione per perseguire gli obiettivi citati in precedenza.

Al termine della giornata hanno poi avuto spazio diversi interventi volti ad affrontare il problema zanzare. Argomento che purtroppo in Italia conosciamo molto bene e che viene preso molto seriamente non solo in Europa ma soprattutto in Africa e in Sud America. Attraverso le testimonianze portate alla conferenza, si può facilmente attestare che è una “battaglia” che si sta affrontando in maniera sbagliata: i metodi attuali non sono più all’avanguardia e le restrizioni che avvengono nel campo chimico, soprattutto in Europa, stanno portando ad una rapida diffusione di questi insetti e delle malattie da essi trasmesse.

Particolarmente significativa l’immagine che rappresenta la pericolosità di questo insetto (Diapositiva 2).

Il secondo giorno della conferenza ha coinciso con il primo anniversario del “Global Pest Awareness Day” (“Giornata mondiale sulla sensibilizzazione alla disinfestazione”).

Nata il 6 giugno 2017 da una proposta della Cina, persegue l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della disinfestazione professionale oggi. È importante far sì che questa giornata non sia rivolta soltanto a chi è a stretto contatto con il mondo della disinfestazione ma orienti l’attenzione sul “general pubblic”.

Si sono susseguiti interventi portati sul palco da esponenti del Pest Control di tutto il mondo, che hanno ribadito come il lavoro debba essere incentrato sulla collaborazione e sull’innovazione, per promuovere il Pest Control; lavoro focalizzato anche sul controllo delle malattie trasmesse dalle zanzare e l’eliminazione di queste attraverso la ricerca di nuovi metodi rivoluzionari ed efficienti.

Al termine della conferenza si sono riuniti sul palco i rappresentanti delle varie associazioni nazionali di disinfestazione di tutto il mondo (purtroppo non quella italiana), per la foto e i ringraziamenti finali.

Una considerazione conclusiva: ora più che mai è importante la presenza di associazioni nazionali di categoria che non solo siano presenti attivamente in campo nazionale ma siano anche in grado di partecipare a conferenze di questo genere portando la voce dell’Italia in Europa e non solo.

La scelta della trappola migliore può essere davvero complessa considerando l’ampia gamma di proposte di PestWest. La sfida può essere ancora più difficile quando si tratta di trovare la combinazione perfetta per controllare gli insetti volanti nei locali degli alberghi.

Ad esempio, le cucine richiedono unità potenti in cui la prima scelta deve ricadere sulle trappole a colla per la loro capacità di intrappolare gli insetti volanti in modo pulito evitando il rischio di contaminazione incrociata associata alle attrezzature che fulminano gli insetti. Le zone pubbliche richiedono invece trappole specifiche per nascondere gli insetti catturati dalla vista degli ospiti. Le terrazze e le aree esterne in cui si mangi, hanno i loro parametri impegnativi soggetti alle condizioni meteorologiche.

In modo particolare, bisogna considerare la differenza tra unità standard e quelle a risparmio energetico, tra installazioni a soffitto, a parete e autoportanti.

La breve guida di PestWest aiuterà a studiare una soluzione unica per l’albergo preso in esame, sia che si tratti di un’accogliente guest house, di un hotel a conduzione familiare o di una grande catena.

(Clicca sull’immagine per scaricare il pdf)

 

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La lotta moderna agli  scarafaggi

Gli scarafaggi sono persistenti, elusivi e prolifici. Sono associati a numerosi organismi patogeni, sorgenti di allergeni e talvolta sintomo di scarsa igiene. Per questo, la loro presenza ovunque gli alimenti siano stoccati, preparati o serviti è inaccettabile.

Controllare le infestazioni di blatte in questi ambienti, comunque, può essere piuttosto difficile. Loro si muovono facilmente con le merci, si riproducono rapidamente e preferiscono vivere all’interno di crepe e fessure difficili da raggiungere.

Queste sfide sono aggravate da metodi di controllo che coinvolgano inadeguate ispezioni, insufficiente cooperazione con gli occupanti dei locali ed eccessiva dipendenza da singoli prodotti o metodi di applicazione.

Il fatto che anche livelli di controllo elevati possano essere insufficienti per prevenire un relativamente rapido riacutizzarsi dell’infestazione, rende queste sfide particolarmente difficili.

Capire l’etologia delle blatte

Anche se risultano molto brave nell’adattarsi alle più diverse condizioni, le blatte necessitano di quattro risorse chiave per sopravvivere e prosperare – cibo, acqua, calore e riparo. Loro si aggregano naturalmente nei luoghi nelle cui vicinanze sono presenti queste condizioni.

La blattella germanica che è il principale problema in Europa richiede in modo particolare il calore, quindi vive quasi esclusivamente in ambienti interni. La più grossa blatta orientalis, si trova ugualmente all’interno delle case come all’esterno.

Anche se le blatte orientali possono ricercare cibo a distanze maggiori di quella germaniche, generalmente non si spostano più di pochi metri dalle crepe, fessure e vuoti in cui si raggruppano, per cercare cibo e acqua.

Entrambe le specie amano il buio e la maggior parte degli individui passa la maggior parte della loro vita nei loro nascondigli protetti, uscendo solo per cercare cibo.

Mostrano una preferenza per cibi altamente energetici e vengono scoraggiate dall’alimentarsi dall’eccessiva untuosità, tracce di insetticida, muffe o deterioramento dei cibi.

Mentre i maschi cercano il cibo quotidianamente, le femmine passano il 75% della loro vita senza alimentarsi e possono sopravvivere 45 giorni senza assumere cibo a patto di avere accesso all’acqua. Anche le giovani ninfe foraggiano relativamente poco.

La ricerca del cibo avviene quasi solo di notte ed è disturbata dall’attività dell’uomo. Gli individui appartenenti a popolazioni numerose sono più attivi e discernono meno nei loro appetiti rispetto a quelli di popolazioni più piccole perché devono competere maggiormente fra loro per il cibo.

Siccome gli scarafaggi si ritiene non siano capaci di rilevare gli odori a pochi centimetri di distanza, la capacità di trovare il cibo sembra essere in relazione a incontri casuali lungo le vie regolari di attività di foraggiamento in base all’esperienza. Se hanno una buona provvista di cibo e acqua vicino al nido, gli individui possono non venire mai in contatto con un’esca posizionata a pochi metri da loro.

Il ciclo di vita di circa 170 giorni e la produzione di ooteche con 30-40 uova prodotte ogni 2-3 settimane, sono la ragione per cui la popolazione di blattella germanica può aumentare in modo considerevole in tempi molto brevi, a dispetto anche di un discreto livello di controllo.

Pianificare al meglio il controllo

Le sfide del moderno controllo degli scarafaggi ci dicono che con un singolo trattamento con esca in gel è difficile che si possa arrivare ad un controllo sufficiente e duraturo.

Anche nelle migliori condizioni possibili, il naturale comportamento delle blatte raramente rende possibile un controllo superiore all’80% con un singolo trattamento con esca.

Nella maggior parte dei casi, un controllo duraturo richiede un approccio integrato basato sulla solida conoscenza delle abitudini degli scarafaggi, ispezione, pulizia e un programma di trattamenti – inclusi un posizionamento finale di esca  e un trattamento in crepe e fessure, se necessario.

Ispezione

Siccome le blatte si aggregano in rifugi protetti e si cibano principalmente di notte, è essenziale un’ispezione approfondita delle aree infestate per pianificare i trattamenti mirati.

È meglio condurre le ispezioni di notte con una torcia e un piccolo specchietto flessibile per esaminare le aree meno accessibili per cercare, oltre a blatte vive, escrementi, insetti morti e vecchie ooteche.

I piretroidi spruzzati nelle crepe e fessure possono essere molto efficaci per snidare temporaneamente le blatte e identificare i siti occupati.

In molti casi, le trappole collanti offrono il mezzo migliore per stabilire l’area e il livello dell’infestazione. Devono essere poste in aree comunemente frequentate per il foraggiamento – in particolare luoghi caldi e umidi come dietro frigoriferi e altre apparecchiature, giunzioni pavimento/parete, intorno ai bordi delle apparecchiature e sotto i mobili, ecc.

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di Dr Moray Anderson BSc(Hons), PhD, FRES, CBiol, FIBiol

Come entomologo professionista che si occupa della biologia delle mosche mi viene spesso chiesto: ” Perché esistono le mosche?” Dopo alcuni grugniti arrabbiati sul fatto che le mosche sono state in giro su questo pianeta per molto più tempo degli umani e che io sono certo che molte mosche si chiederanno “perché esistono gli umani?”, mi calmo e provo a dare una risposta più misurata. La maggior parte dei Ditteri, durante le varie fasi del loro ciclo vitale, svolgono una funzione vitale nella distruzione di diversi organismi morti, resti vegetali, letame e altro materiale organico in decomposizione.

Se si prendono in considerazione i cicli vitali di questi insetti, le femmine hanno organi di senso adattati a localizzare il substrato organico in decomposizione. In particolare, sulle antenne sono presenti dei recettori sensibili agli odori emessi da queste sostanze.

Una volta individuato un sito adatto, la femmina depone le uova: queste sono di piccole dimensioni (0,5 – 1 mm di lunghezza) bianche e rilasciate in gruppi all’interno del substrato alimentare.

Le larve escono dall’uovo di solito in circa 24 – 48 ore e iniziano ad alimentarsi del materiale che le circonda.

Mosche domestiche, moscerini della frutta, sciaridi, foridi, psicodidi ecc. sono tutti esempi di ditteri che hanno i seguenti siti di riproduzione / alimentazione: frutta e verdura sovra matura, terreno contaminato da liquami, tubature rotte e fognature ostruite da acque reflue. È evidente che ci troviamo di fronte a materiale organico con elevata quantità di acqua.

Le larve si nutrono di queste sostanze organiche in tempi diversi e la temperatura dell’ambiente circostante è un fattore critico per determinare la durata del ciclo di sviluppo.

Molti esperimenti hanno dimostrato che le dimensioni dell’adulto che fuoriesce dal pupario e la sua capacità riproduttiva dipendono completamente dalla quantità e dalla qualità della dieta della larva; ad esempio una femmina che si è sviluppata su un substrato ottimale produce un maggior numero di uova.

Oltre all’esterno, il materiale organico colonizzato dalle “mosche e moscerini” risulta abbondante anche negli ambienti interni come abitazioni mal gestite, aziende alimentari, supermercati, bar e ristoranti ecc.

Il focolaio non deve necessariamente occupare una grande area per essere colonizzato: è importante rendersi conto che molti degli insetti sopra menzionati hanno larve estremamente piccole, lunghe 1 – 2 mm, e quindi piccoli accumuli di sostanza organica possono sostenere lo sviluppo larvale di numerosi individui.

In una cucina domestica o commerciale, ad esempio, le piccole zone contaminate tra le piastrelle sul pavimento o sui piani di lavoro possono fungere da punti di alimentazione per le larve di “moscerini” come quello della frutta, i foridi e gli psicodidi.

Anche le superfici, che appaiono a prima vista abbastanza pulite, possono comprendere piccole porzioni in cui vi è un accumulo di detriti alimentari umidi e sufficienti per sostenere lo sviluppo larvale.

I residui spesso assumono un aspetto sgradevole e gelatinoso e questo è esattamente ciò che attrae le mosche.

La consistenza gelatinosa, indicativa di un alto contenuto di umidità, è fondamentale per la sopravvivenza degli stadi giovanili. La disidratazione è spesso causa di morte delle uova e delle larve, particolarmente sensibili alla mancanza di acqua.

I moscerini della frutta, in particolare, si trovano spesso in habitat semi liquidi.

Quindi, proprio come le mosche hanno “un senso” nel grande schema delle cose, così lo sono questi piccoli ristagni di sostanza organica in putrefazione che, evidentemente, sono i motivi di riproduzione e alimentazione delle mosche!

Pertanto, dovrebbero essere ridotti al minimo in tutte le aree in cui il cibo viene preparato, immagazzinato o commercializzato.