Nell’epoca dei Biocidi e delle sempre più numerose restrizioni in termini di prodotti e del loro utilizzo, si va sempre di più alla ricerca delle migliori alternative possibili da utilizzare nel mercato professionale.

Proprio per questo vi vogliamo parlare ancora di Jesmond e della loro gamma di prodotti innovativi Bombex: Bombex® Farumy® e Bombex® Pebbys® 25 CS.

Si tratta di due prodotti che fanno parte della stessa famiglia di microincapsulati (CS) di Jesmond ma, grazie ai diversi principi attivi che li compongono, creano un pacchetto prodotti in grado di permettere un controllo duraturo ed efficace di un’ampia gamma di insetti volanti e striscianti.

  • Bombex® Farumy® è costituito da una combinazione di Cifenotrina (100 g/L) microincapsulata e di Pralletrina (10 g/L) come principio attivo libero. La Pralletrina agisce subito con il suo effetto abbattente, mentre la Cifenotrina microincapsulata permette il rilascio costante e controllato dei principi attivi per una durata di oltre 12 settimane.
    Bombex
    ® Farumy® è adatto al controllo duraturo di parassiti difficili da controllare come la cimice dei letti (Cimex lectularius) e le popolazioni più resistenti di blatte (Blatta orientalis, Blatella germanica)
  • Bombex® Pebbys® 25 CS è formato da Permetrina microincapsulata (250 g/L), che attraverso una combinazione tra un picco di rilascio immediato e una base di rilascio lento, dà la possibilità di eseguire trattamenti rapidi e duraturi nello stesso tempo. Anche qui la durata dell’effetto arriva fino a 12 settimane.
    Bombex
    ® Pebbys® 25 CS è particolarmente efficace per il controllo di formiche (Lasius niger) e di mosche (Musca domestica) nei principali agglomerati urbani e rurali.

Il punto di forza di Jesmond e dei loro prodotti è l’utilizzo di una tecnologia di microincapsulazione (CS) di nuova generazione da loro creata e brevettata. Questa particolare tecnologia è basata su specifiche microcapsule incredibilmente piccole (2-10 micron di diametro) a forma di reticolo. Questa forma reticolare consente di controllare le dimensioni dei pori nella parete della capsula, consentendo così di adattare le proprietà delle microcapsule alle caratteristiche dei diversi principi attivi.

In base al modo in cui sono costruite le microcapsule, inclusa la ricetta proprietaria di altri componenti di formulazione, i microincapsulati di Jesmond possono essere applicati sia attraverso la nebulizzazione a caldo sia a freddo. Questo è abbastanza unico e non richiede nemmeno l’aggiunta di additivi per la nebulizzazione a caldo, come è solitamente richiesto per soluzioni a base acqua.

Va inoltre precisato che la stabilità fisica delle formulazioni CS è fondamentale. I prodotti Bombex sono ottimizzati utilizzando la giusta quantità di tensioattivi ed emulsionanti di alta qualità, per garantire capsule a flusso libero all’interno di un unica formulazione. Questo evita che le capsule si uniscano o si agglomerino. Gli agglomerati di microcapsule possono portare a una copertura disomogenea delle superfici trattate e al possibile blocco degli ugelli delle attrezzature di spruzzatura.

Una distribuzione omogenea di microcapsule all’interno della formulazione e nella soluzione spray, come nel caso dei prodotti Bombex, garantisce una diffusione uniforme delle microcapsule sulle superfici trattate offrendo così l’efficacia prevista.

Oltre i vantaggi appena citati, le formulazioni di Jesmond presentano una bassissima tossicità nei confronti dei mammiferi grazie all’incapsulazione dei principi attivi e, grazie all’uso di materie prime di altissimo livello e all’assenza di idrocarburi e solventi aromatici, non macchiano le superfici trattate e non provocano la creazione di odori sgradevoli.

 

 

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Ecco il primo video dedicato all’appetibilità

Dal punto di vista tecnico, il nostro obiettivo nel sopralluogo è quello di ottenere le informazioni giuste, senza perdere tempo eccessivo.

Per prima cosa, è necessario capire la natura del problema. Per farlo, occorre rispondere a due domande. La prima: quale specie è presente? La seconda: qual è il luogo di origine degli individui? Quest’ultima può essere così riformulata: gli animali vengono da fuori oppure c’è una popolazione già insediata nella struttura? La risposta a queste domande permette di avere un’idea abbastanza precisa della gravità del problema, e di quanto tempo occorrerà per risolverlo.

Ad esempio, una presenza di topo domestico dovuta ad ingressi regolari, ma senza una popolazione stabile all’interno, è risolvibile in tempi brevi, dopo una accurata verifica delle misure di esclusione. Ci tengo però a sottolineare il senso della parola “accurata”: significa che non bisogna fermarsi alla prima mancanza che si riscontra, ma che va verificata la capacità di esclusione dell’intera struttura. Assai diverso è il caso di una popolazione residente di topi o, peggio, di ratti, una situazione che richiederà un’analisi accurata (vedi sopra) delle strutture interne, alla ricerca dei probabili rifugi e delle fonti di cibo. Anche qui devo farmi delle domande precise: dove mangiano e che cosa? Dove si rifugiano? Che strada fanno per andare a mangiare?

Dal punto di vista operativo, per quanto mi riguarda, nella fase iniziale sto più che altro a sentire, nella seconda faccio molte domande, nella terza eseguo il vero e proprio sopralluogo, facendomi portare nei posti che ritengo più importanti, e interagendo con chi mi accompagna. Ho spesso notato che il cliente accetta di buon grado di dedicarmi del tempo quando mi vede concentrato sul problema, il segnale è che non obietta nulla alle richieste più impegnative del tipo “possiamo aprire qualche erogatore?”, oppure “c’è una scala per ispezionare quel cavedio?”.

Nella mia esperienza, i migliori risultati si ottengono coinvolgendo nel sopralluogo figure professionali diverse, soprattutto (in ordine crescente di importanza) i responsabili del controllo qualità, gli addetti alla manutenzione e chi ha progettato o costruito il capannone o l’edificio. Ognuna di queste figure può contribuire alla risoluzione del problema, il compito del professionista è quello di fare le domande giuste.

Poi ci sono gli strumenti, su cui si potrebbero scrivere pagine e pagine. Come molti altri, anche a costo di apparire banale, io uso sempre questi due: una mappa della struttura, su cui segnare qualunque informazione, dalle tracce di attività alla porta che non chiude; una torcia sufficientemente potente per illuminare gli angoli più bui. Anche una buona macchina fotografica sarebbe fondamentale, ma non è scontato che ci permettano di usarla. Ho visto utilizzare specchietti, telecamere da endoscopia, ginocchiere (utili per chinarsi a guardare sotto i mobili), luci ultraviolette, addirittura cani da caccia. Ognuna di queste cose può essere utile, ma servono a poco se a mancare sono la disponibilità e la capacità di applicarsi alla risoluzione di un problema.Specchio ispezioni