Il 25 maggio 2018 entra in vigore la nuova normativa europea sulla protezione dei dati personali (GDPR – General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679).

Confermando il nostro costante impegno a mantenere i dati dei clienti e dei fornitori protetti, in linea con le normative vigenti, e a garantire la massima trasparenza sul modo in cui gli stessi vengono trattati e tenuti al sicuro, Colkim srl ha adeguato l’Informativa sulla Privacy per renderla aderente alla nuova normativa.

Vi ricordiamo che è possibile in qualunque momento esercitare i diritti di cui agli artt. 15 e ss. del Regolamento UE 2016/679, come ad  esempio il diritto di accesso ai dati, o semplicemente aggiornare i consensi rilasciati scrivendo una raccomandata A/R a COLKIM SRL SOCIO UNICO, Via Piemonte 50 – 40064 Ozzano Emilia (BO) oppure una email a colkim@colkim.it.

Per rendere sempre più accattivanti e uniche le trappole per mosche, PestWest offre la possibilità di personalizzare i modelli Chameleon® Uplight e Chameleon® Sirius.

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Chameleon® Uplight si adatta ad ambienti più tradizionali, mentre Chameleon® Sirius si colloca perfettamente in interni dall’aspetto più moderno.

Given its activities, Colkim recognizes its influence on the environment and the surrounding area and, aware of this position and its responsibilities, has decided to take an active role in the protection of the environment by providing itself with an Environmental Management System to allow the reduction of the main environmental impacts, integrating these aspects in all its activities. The safeguarding of the territory becomes a real priority for Colkim, which is committed to implementing a management system aimed at continuously improving its performance. To pursue this goal, Colkim undertakes to:

  • Respect and guarantee, for its own activities, full compliance with the legislative provisions foreseen by the Community, national and regional legislation;
  • Respect and guarantee, for its own activities, the authorization requirements and voluntary agreements signed with public and private bodies;
  • To introduce, where possible, the best available technologies at economically sustainable costs, in order to reduce the consumption of natural resources and raw materials and to contain water discharges, atmospheric emissions and waste production;
  • Optimize the processes and activities by preparing and disseminating specific procedures that make the behavior and management of the activities as homogeneous as possible, in order to contribute with continuous improvement to the achievement of the company objectives also in terms of environmental protection;
  • Ensuring internal communication by promoting the full involvement, awareness and responsibility of all staff on environmental and energy issues and objectives;
  • Involve, wherever possible, suppliers and business partners in their activities having significant effects on the environment and inform about their commercial strategy linked to eco-sustainability criteria in the purchase of goods and services;
  • Provide maximum transparency in communications regarding environmental management to stakeholders, control bodies and local institutions, especially with regard to potential risks for the surrounding area of ​​company activities;
  • To respond quickly and effectively to any emergencies that may arise during the performance of the activities, collaborating with the competent institutional bodies.

L’ultima parte della rubrica analizza i punti 6 e 7 della norma, in particolare il punto 7, prevede che il PCO si accolli la responsabilità di tutti i lavori che subappalta in modo che siano forniti sempre in conformità alla norma europea di riferimento.Invece il punto 6 si occupa essenzialmente di competenze e requisiti e, in accordo con l’appendice A, vista nella prima uscita, nella quale esiste proprio una matrice di riferimento delle diverse competenze, dal punto 6.1.1 al punto 6.1.9, viene descritto come il PCO debba mantenere, per le figure interne (non occasionali), alti livelli di formazione continua, aggiornamento, di adeguatezza delle competenze sui diversi tipi di parassiti, sui metodi di trattamento, di gestione e controllo degli stessi. È reso obbligatorio, al fine di dimostrare quanto sopra, la tenuta di un registro della formazione e i conseguenti risultati delle valutazioni finali formali.

Il punto 6.2 rende obbligatorio un registro delle attrezzature dove vengano evidenziati i programmi di manutenzione di tutte le attrezzature comprensivi di calibrazione regolazione per tutti gli oggetti che ne hanno bisogno.

Dal punto 6.3.1 al punto 6.3.3 si parla invece di utilizzo e fornitura di pesticidi.

La norma richiama l’attenzione del PCO, del suo tecnico e dell’utilizzatore professionale circa il corretto utilizzo dei pesticidi (efficacia, efficienza, impatto su ambiente e persone, impatto sul benessere animale).

Tutti i pesticidi dovranno essere usati solo ed esclusivamente seguendo le istruzioni riportate nelle etichette e sarà il responsabile tecnico che fornirà le informazioni dettagliate all’utente professionale, in modo che questo possa a sua volta dare consigli al cliente finale circa i rischi legati ai prodotti utilizzati, agli impatti potenziali sulle persone e sugli animali non target.

In ultimo, il paragrafo 6.3.6 fornisce informazioni circa i registri da tenere e i protocolli da implementare per gestire correttamente una fuoriuscita accidentale o il contatto del pesticida con una specie non bersaglio. Niente di nuovo per chi già possiede una certificazione Ambientale ISO 14001.

Nel paragrafo 6.4 e nei successivi, fino al 6.4.6, la norma indica l’obbligo di tenere una procedura per ciascun servizio fornito dal PCO.

In particolare la registrazione dovrà essere mantenuta per almeno un anno o comunque in conformità con i requisiti legali e quelli del cliente.

La registrazione deve comprendere le prove delle attività svolte e dei risultati raggiunti per includere i dati di intervento, parassiti, infestazione, tecniche e pesticidi utilizzati e qualsiasi altra informazione rilevante compresi i trattamenti aggiuntivi, i sistemi di monitoraggio supplementari, il miglioramento delle strutture, dei processi e della gestione (paragrafo 6.4.5).

Devono essere altresì registrati tutti i prodotti, le quantità e i loro principi attivi nonché tutte le raccomandazioni fornite al cliente per garantire un servizio sicuro ed efficace.

Quando il servizio erogato richiede un monitoraggio o un controllo continuo, i registri devono includere anche:

  • Il piano vero e proprio che indica la posizione e altre informazioni circa i punti di controllo;
  • Il programma dei monitoraggi pianificati.

Il paragrafo 6 si conclude con il punto 6.5 il quale suggerisce di tutelare i propri interessi e quelli dei propri clienti tramite un livello appropriato di assicurazione di responsabilità civile e professionale.

Sicuramente i PCO più strutturati, anche se fuori dalla norma, opereranno assicurando al loro cliente finale che i servizi da loro offerti siano il più possibile allineati, non con le buone pratiche ma, almeno, con un minimo di criterio nei confronti della gestione dei parassiti e dei problemi che si potrebbero avere dall’uso sconsiderato di taluni metodi di monitoraggio e controllo.

Molti, dopo l’analisi della 16636, avranno esclamato: “sono anni che faccio queste cose” mentre altri, solo con la lettura di questi articoli, saranno riusciti a capire che c’è molto da fare per allinearsi ai servizi gestiti almeno con le “Good Practice”.

La norma, da non prendere come una Bibbia, è rivolta ad entrambi i fruitori, quelli del “sono anni che lo faccio” per portarli in brevissimo tempo a certificare la loro “bravura” e quelli che non hanno mai adottato “buone pratiche” per avvicinarli il più possibile all’eccellenza.

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