Il Simposio sulla difesa antiparassitaria nelle industrie alimentari e la protezione degli alimenti giunge quest’anno alla sua decima edizione.

Un traguardo rilevante per l’ormai storico convegno piacentino che dal 1972 a oggi, ha mirato a fare il punto sul tema della tutela degli alimenti, promuovendone l’evoluzione a vantaggio della qualità del prodotto e della sicurezza del consumatore.

Per chi lavora con le industrie alimentari è quasi una tappa obbligata.

Quest’anno si terrà dal 20 al 22 settembre.

Noi ci saremo, e voi?

 

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Nel Settembre 2016, la Commissione Europea ha redatto un documento (CA-Sept16-Doc.4.1.c – Final) che approfondisce il concetto di “tamper-resistance” in un erogatore di esca per l’uso di rodenticidi anticoagulanti.

Ne definisce i requisiti principali e introduce una vera e propria classificazione secondo categorie specifiche in base ai requisiti che l’erogatore riesce a rispettare.

Riprendendo alcune sezioni del documento (liberamente tradotto):

3.- Elementi disponibili nel rapporto RMM

  • Sezione 4.2.1.4 rapporto RMM (da pagina 56 a 60) indirizza l’utilizzo di erogatori d’esca nell’uso di rodenticidi anticoagulanti.
  • Questa sezione descrive gli erogatori di esca “tamper-resistant” come quelli resistenti alla manipolazione da parte degli esseri umani (in particolare i bambini), delle specie non bersaglio (ad es. animali domestici) e delle tipiche condizioni climatiche non catastrofiche (ad es. pioggia, umidità). Inoltre, l’esca deve essere collocata in modo tale da non essere rimossa dagli erogatori.
  • L’obiettivo principale degli erogatori di esca tamper-resistant è quello di impedire l’accesso, all’esca da essi contenuta, agli esseri umani o agli animali non bersaglio che siano più grandi delle specie di roditore bersaglio (e che quindi non possono passare attraverso le aperture d’accesso), nonché di dissuaderli dall’entrare negli erogatori.
  • Il rapporto RMM (a pagina 59) propone inoltre una classificazione degli erogatori di esca temper-resistant in 4 livelli o categorie.
  • Pertanto, si propone di seguire queste quattro categorie per la classificazione degli erogatori di esche temper-resistant nell’UE:
    • Categoria 1: resistente alla manomissione di bambini e cani e resistente agli agenti atmosferici,
    • Categoria 2: resistente alla manomissione di bambini e cani, ma non resistente agli agenti atmosferici (da utilizzare solo in casa),
    • Categoria 3: resistente alla manomissione solo dei bambini (da utilizzare solo in casa),
    • Categoria 4: in cui tamper-resistant non è noto, quindi tamper-resistant non è possibile da richiedere (da utilizzare solo in ambienti chiusi non accessibili ai bambini e agli animali domestici).

4.- Modo concordato da seguire.

  • I rodenticidi anticoagulanti autorizzati per l’uso da parte del pubblico o degli utilizzatori professionali devono essere utilizzati in erogatori di esche tamper-resistant:
    • Categoria 1, per i prodotti da autorizzare per l’uso all’interno e intorno agli edifici,
    • Categoria 2, per i prodotti da autorizzare solo per uso interno, purché gli erogatori di esca siano mantenuti asciutti e intatti.
  • Le aperture degli erogatori di esca tamper-resistant non dovrebbero essere più grandi di quelle necessarie per le specie di roditore bersaglio.
  • Si raccomanda che gli erogatori di esca tamper-resistant includano una finestra trasparente sulla parte superiore, che dà agli utenti una vista sulla camera di esca e sull’esca.

 Tali categorie si ispirano ai criteri stabiliti negli Stati Uniti dal US EPA.

Infatti, le stesse 4 categorie le ritroviamo già applicate ufficialmente da molti anni per i prodotti dell’azienda americana Bell Labs.

Cominciando a spulciare meglio la “nuova” norma sui servizi di gestione e controllo delle infestazioni, i più esperti del mondo delle “certificazioni” noteranno da subito come il corpo del testo sia assolutamente assimilabile a quello delle ben più note ISO 9001, ISO 14001 ecc. ovvero 7 punti complessivi e 4 appendici.

Ma è proprio da queste ultime che si può riuscire a capire come la norma in questione entri nel profondo del lavoro del PCO cercando, più delle altre norme, di specificare punto per punto le competenze necessarie per poter svolgere il lavoro nel modo migliore possibile dividendolo per livelli di responsabilità.

In maniera poco ortodossa, partendo ad analizzare la norma dalla fine, quindi proprio dalle sue appendici, è proprio qui che ritroviamo le informazioni migliori per cominciare ad approcciarsi nel modo più professionale possibile alla gestione dei parassiti a 360°. Anche in questo caso vige la stessa regola valida per molto materiale legislativo (leggi, decreti legge, ordinanze ecc.): le informazioni migliori, le più pratiche, le più applicative, si trovano nelle appendici e negli allegati!

La prima delle appendici alla nostra norma di settore, sulla quale vorrei soffermarmi, visto che rappresenta il vero cuore pulsante della norma stessa, specifica, in 6 (!) pagine, quali sono le competenze richieste a ciascun individuo inserito nell’organigramma aziendale e che ricopre ruoli specifici nell’erogazione di servizi professionali di gestione e controllo delle infestazioni.

Le competenze richieste sono divise in 80 punti che, per maggiore chiarezza, vengono divisi in sottoparagrafi facenti parte delle attività svolte da un PCO durante il suo lavoro, che non è inteso solo come quello “in campo”, ma parte da lontano, dal “primo contatto”, durante il quale viene definito il cliente, la problematica, l’urgenza, la pericolosità ecc. e finisce con il garantire la validità del servizio offerto.

Le attività nel loro complesso sono:

  1. Primo contatto: Definizione del problema; Contesto del cliente
  2. Valutazione del sito del cliente
  3. Analisi della causa originaria
  4. Analisi dei rischi del cliente e del sito
  5. Definizione del campo di applicazione
  6. Definizione delle strategie alternative di gestione e controllo delle infestazioni, incluso il monitoraggio
  7. Preparazione di un piano di gestione infestanti per il cliente
  8. Manutenzione, trasporto, immagazzinamento e calibrazione degli strumenti
  9. Esecuzione del piano di gestione e controllo infestazioni concordato
  10. Rapporti (report) e raccomandazioni formali
  11. Conferma dell’efficacia del servizio
  12. Monitoraggio del sito
  13. Garanzia delle competenze

A queste attività la norma affianca i ruoli inseriti in una azienda di PCO ovvero:

  1. Il responsabile Tecnico
  2. L’utente professionale (operatore sul campo)
  3. Il venditore (Agente)
  4. L’amministrazione

Tutti ruoli importantissimi al fine di garantire un ottimo servizio eseguito da una moderna azienda strutturata in modo corretto e che, per le aziende più piccole, possono far capo anche ad una sola persona.

Nell’appendice, i ruoli e le attività, sono inseriti in una tabella e, come in una battaglia navale, dagli incroci che ne derivano scaturiscono, con semplici Sì e NO, le competenze proprie che ciascuna persona che ricopre il suddetto ruolo deve essere in grado di soddisfare, per esempio:

Per questa prima attività si può ben intuire come tutti i ruoli sono interessati dal primo approccio con il cliente, l’agente che ha venduto il servizio, il responsabile tecnico che ha definito i rischi e le esigenze del cliente ecc. tranne l’operatore che entrerà in gioco in un secondo momento e al quale verranno trasmesse le informazioni raccolte in questa prima fase.

L’intera tabella è strutturata in questo modo e c’è da notare come in alcune caselle, invece che Sì o NO, è inserita la parola CONSAPEVOLEZZA. Questo significa che la figura in questione deve cercare di avere almeno una prima infarinatura sulla attività in questione. Come si può ben capire dall’esempio sotto, anche il personale amministrativo deve avere una minima conoscenza su un argomento chiave dell’intero lavoro:

L’intera appendice A è un esaustivo elenco di tutti quelli che sono, nei diversi livelli dell’organigramma, le competenze richieste e che potrebbero essere un ottimo spunto per lo sviluppo di manuali e relazioni tecniche puntuali e approfondite anche per quelle aziende non certificate che cercano di offrire ai loro clienti un servizio in linea con le più moderne pratiche di gestione dei parassiti.

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