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Sunburst-Tab-Logo

La Sunburst® TAB è l’ultima aggiunta alla gamma Sunburst. È destinata ai punti di ristoro e, grazie al suo design, con le catture nascoste alla vista, è indicata sia per le zone a vista del pubblico che nel retro. Versatile, può essere collocata verticalmente, orizzontalmente oppure appesa al soffitto. Alloggia un tubo di alta qualità da 24 Watt, compatto e alimentato da un reattore elettronico e, grazie a un riflettore in alluminio, garantisce ridotti costi di energia elettrica e catture efficaci.

 

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Chameleon_Sirius_Logo_PEST

La Chameleon® Sirius è una unità sofisticata progettata per l’utilizzo a vista. Con le sue curve pulite, una scelta di tre diverse finiture e la doppia opzione di montaggio a parete, si inserisce perfettamente in qualsiasi ristorante, bar o albergo. È dotata di tubi UVA unici alimentati da un alimentatore elettronico per fornire controllo delle mosche ecologicamente responsabile e professionale. Dotato di due potenti tubi UV infrangibili da 14 watt T5 Quantum®.

Sono passati due anni da quando, insieme alla troupe di una trasmissione televisiva della Rai, mi recai in una piazza del centro di Roma, nei pressi di piazza Vittorio. Lì ci imbattemmo in scene francamente imbarazzanti per una capitale di un paese del G8: un’infestazione di ratti delle chiaviche (noto, per gli addetti ai lavori, con il nome scientifico di Rattus norvegicus) davvero imponente, con individui visibili in pieno giorno, i quali, dopo essere usciti dalle caditoie stradali e dai fori nel selciato del marciapiede, si azzuffavano nei sacchetti della spazzatura caduti fuori dai cassonetti. Il sistema fognario sottostante era certamente in precario stato di manutenzione. Parlando con i residenti veniva fuori l’esasperazione per una situazione fuori controllo, nonostante le continue distribuzioni di esca rodenticida effettuate nei mesi precedenti. Nei giorni seguenti, fui contattato da alcuni residenti, i quali, avendo visto il servizio in televisione ed avendo riconosciuto i luoghi, mi chiedevano di partecipare ad un incontro pubblico con gli amministratori locali.

Nel corso dell’incontro ebbi modo di esporre le mie idee. Mi resi subito conto che il problema non era costituito dalla presenza di rifiuti fuori dai cassonetti, dalle caditoie stradali, dalle fognature vecchie né dai buchi nell’asfalto. Nessuno di questi aspetti, da solo, era in grado di spiegare un’infestazione così imponente. Il problema era la presenza di tutti questi fattori contemporaneamente e nello stesso posto. In pratica, in quella zona si verificavano condizioni ambientali eccezionalmente favorevoli per i ratti. Le distribuzioni di esche rodenticide, dal canto loro, non riuscivano ad incidere più di tanto su un problema ambientale, e per essere in qualche modo efficaci avrebbero dovuto essere eseguite senza soluzione di continuità, per un tempo indefinito.

Volete sapere come si è risolto il problema? Adottando diverse soluzioni, fattibili con un po’ di risorse economiche e molta buona volontà. In primo luogo si è passati dal conferimento dei rifiuti nei cassonetti alla raccolta porta a porta, togliendo quindi i cassonetti dalla strada, e sistemando i contenitori nei portoni, lontano quindi dalle caditoie stradali. In secondo luogo, si sono sistemati i marciapiedi, riducendo drasticamente le possibilità di rifugio per i ratti. Per una maggiore completezza delle informazioni, preciso che nessuna esca rodenticida è stata utilizzata in questa fase.

Il risultato è stato eclatante: oggi non si vedono più i ratti in giro in pieno giorno, e d’altronde non ne avrebbero il motivo, non essendoci più rifiuti in quantità di cui cibarsi. Le ragioni del successo sono legate al fatto che ciascuno dei protagonisti ha fatto la sua parte, esattamente come i musicisti di un’orchestra affiatata: la pubblica amministrazione, che si è occupata della manutenzione stradale e dei rifiuti, e i cittadini, che hanno accettato di adempiere ad un sistema di raccolta dei rifiuti un po’ più complicato, all’inizio, ma che certamente ha ripagato con eccellenti risultati.

PV

1. Gamma completa di antilarvali a base di Diflubenzuron e S-metoprene

 

Abbiamo introdotto una gamma completa di prodotti antilarvali a base di Diflubenzuron e S-metoprene grazie a partnership consolidate con le aziende che hanno difeso le molecole in BPR. Troverete quindi diverse formulazioni (liquido, compressa e granulo) e diverse confezioni.

Nome

Principio attivo

Formulazione

LARVICOL COMPRESSE

S-Metoprene

Compresse effervescenti

LARVICOL LIQUIDO

S-Metoprene

Sospensione Liquida Concentrata

DEVICE SC 15

Diflubenzuron

Sospensione Liquida Concentrata

NO-LARV COMPRESSE

Diflubenzuron

Compresse Effervescenti

NO-LARV GRANULI

Diflubenzuron

Granuli

 

2. Pesguard CT 2.6 e Pesguard S102, due insetticidi Sumitomo

Pesguard CT 2.6 – sospensione concentrata a base di clothinidin e tricosene. Per mosche; indicato per depositi di rifiuti, stalle, porcilaie, pollai ecc.

Pesguard S102 – concentrato in formulazione acquosa a base di d-fenotrin. Per mosche, zanzare, scarafaggi, pulci, cimici, zecche; indicato per locali e veicoli pubblici, locali industriali vuori, magazzini e depositi vuoti.

3. Combi Rat, la trappola combinata per ratti e insetti

La nuova Combi Rat, che si aggiunge alla già ben nota Linea Combi di Colkim, dedicata al controllo combinato di ratti e insetti striscianti.

Realizzata in polipropilene trasparente – Dimensioni: cm 29,1 x 16,4 x 11,1.

Queste le principali caratteristiche:

  • postazione di cattura e monitoraggio unica nel suo genere, progettata appositamente per gli ambienti sensibili (mense, industrie alimentari, ecc)
  • semitrasparente per eseguire controlli più veloci
  • staffa di fissaggio con sgancio ultrarapido
  • è in grado di catturare ratti e insetti striscianti grazie alla possibilità di alloggiare:
  • trappole a scatto T-Rex o similari
  • cartoncino collante per ratti M319
  • grazie allo speciale kit “insetti striscianti” può essere utilizzata simultaneamente per un duplice servizio

4. Protecta Shield, erogatore economico della Bell Labs

Il nuovo erogatore Bell Protecta Shield per un controllo economico, ma senza perdere le qualità tipiche del marchio.

Realizzato in polipropilene riciclato al 100%. Dimensioni: cm 23,7 x 16 x 9 h.

Queste le principali caratteristiche:

  • meccanismo di bloccaggio singolo, nuovo standard Bell per gli erogatori di nuova generazione
  • tre aste di fissaggio per ospitare i blocchi.

5. Sunburst TAB

La nuova nata in casa Pest West, Sunburst TAB è una trappola a colla destinata ai punti di ristoro sia in sala, sia dietro le quinte.

Copre 50 mq e alloggia un solo tubi da24 W. Dimensioni: 25,5 x 42,5 x 10 cm

6. Green Gorilla, spruzzatori professionali di nuova generazione

Questo innovativo spruzzatore, unico nel suo genere, oltre ad essere costruito in plastica resistente agli agenti chimici e con guarnizioni in Viton, permette un risparmio di tempo del 25% grazie a:

  • Smart Pressure Technology (SPT™) – controlla con precisione la pressione automaticamente, eliminando pompaggio manuale;
  • Microprocessore – mantiene costante la pressione a 20 PSI durante tutto il trattamento;
  • Power Pack – dotato di compressore e batterie che, con una carica, rimangono operative per 6-8 ore.

Disponibili nelle due versioni da 1,5 galloni (5,6 litri) e da 2,5 galloni (9,4 litri).

Zaino per pompe Green Gorilla

Zaino regolabile per gli spruzzatori green gorilla.

Principali caratteristiche:

  • nylon – PVC – poliestere;
  • spallacci imbottiti;
  • schienale imbottito con limitata superficie di contatto con la schiena dell’operatore per dare una comoda sensazione e per una agevole traspirazione anche nelle condizioni più calde.

La necessità di un intervento così dirompente si è posta essenzialmente per due motivi: il primo risiede nella scarsa propensione dei professionisti ad adottare strategie integrate, che cioè prevedano, accanto all’uso di rodenticidi, anche interventi sulla capacità portante dell’ambiente e misure di esclusione. Troppo spesso, infatti, si vedono imprese svolgere le attività di controllo in modo acritico e superficiale, senza approfondire la natura del problema. Ciò ha fatto sì che le esche rodenticide fossero considerate una panacea, ossia il sistema in grado di risolvere sempre e comunque un problema. In realtà, nella maggior parte dei casi risultati molto migliori si potrebbero ottenere eliminando le condizioni ambientali all’origine dell’infestazione con semplici interventi di bonifica o di esclusione, applicando le esche rodenticide solo in determinati punti e per un periodo limitato.

Il secondo motivo coincide con la risposta alla seconda delle domande poste, e riguarda il rischio ambientale connesso con l’uso degli anticoagulanti. Si sa che la tossicità degli anticoagulanti è elevata anche nei riguardi delle specie non bersaglio, e l’esca è consumata anche da insetti (blatte, formiche, cavallette, etc.) e molluschi (lumache, chiocciole), che a loro volta possono essere mangiati da predatori. A testimonianza di ciò, va ricordato che la stessa Commissione Europea, nell’autorizzare l’uso degli anticoagulanti, dichiara che tale autorizzazione si rende necessaria, nonostante gli elevati rischi che tali sostanze presentano, in ragione dell’importanza economica e sanitaria dei roditori.

Rimane una domanda fondamentale cui rispondere: come devono regolarsi i professionisti, alla luce di queste nuove tendenze? Volendo interpretare la dicitura in etichetta in modo ragionevole, senza rigidità, si potrebbe sostenere che di norma i trattamenti devono avere una durata definita, al termine della quale proseguono le attività di monitoraggio e controllo con mezzi diversi dai rodenticidi, quali esche virtuali (utili solo per il monitoraggio) e, soprattutto, trappole. Un segnale di questa “intercambiabilità” dei metodi di controllo è chiaramente visibile nelle tendenze di mercato, con un sempre maggiore numero di modelli di erogatori di esche rodenticide che prevedono l’alloggiamento di trappole al loro interno.

Eventuali problemi non risolti, testimoniati da consumi o segni di presenza che permangono in alcune zone, possono essere affrontati con interventi localizzati. In questo senso, sarebbe auspicabile che ci fosse una possibilità di deroga, a ben precise condizioni. La conditio sine qua non dovrebbe essere quella di aver prima esperito tutte le opzioni realisticamente possibili nel ridurre le risorse presenti nell’ambiente. Se all’inizio ciò, come d’altronde avviene in occasione di tutti i cambiamenti sostanziali, comporterà una certa fatica, anche mentale, da parte del professionista ad accettare la novità e adeguarsi, è indubbio che il settore conoscerà nel suo complesso una sostanziale evoluzione, con un incremento della professionalità e della qualità dei servizi.

ambush